«MA 'NA FINTA 'EMARADONA scioglie 'o sanghe dint' 'e vene».
Quando il calcio era poesia. Tiempe belle 'e 'na vota!
Diego non gioca più, 'o pallone è sempre
meno spettacolare, eppure a Napoli il tifo sembra
non conoscere crisi. Almeno in certe occasioni. E
ancora oggi è possibile segnalare situazioni
veramente eclatanti. È accaduto lunedì
scorso nel posticipo Napoli- Juventus. San Paolo stracolmo
in ogni ordine di posti. Vip a mappate in tribuna.
Immancabili i politici. Particolarmente pepato il
caso dei consiglieri comunali. Riuniti in assemblea,
per discutere importanti problemi della città,
con l'avvicinarsi dell'orario di inizio della partita,
ad uno ad uno hanno cominciato a lasciare i loro banchi
in aula, per andare ad occupare le loro poltroncine
allo stadio. Verificata la mancanza del numero legale,
la seduta è stata subito annullata. 'O pallone
che te fa! Giustamente seccata e arrabbiata la sindaca
Iervolino. La prossima volta, invece che al Comune,
il Consiglio potrebbe essere convocato direttamente
al San Paolo. Accussì certamente nessun consigliere
mancherebbe all'appello. Insomma ancora un esempio
poco edificante. Specialmente se confrontato con quanto
si sta verificando a Roma a Montecitorio. Tutti presenti,
allineati e coperti, gli onorevoli deputati impegnati
nelle votazioni per l'approvazione della Finanziaria.
Camera in seduta perpetua anche di sabato e di domenica.
Tutti al lavoro, nonostante il campionato di calcio,
gli anticipi e i posticipi. Bene, bravi. Anche se
non mancano polemiche e proteste nel merito della
legge in discussione. Protestano i sindacati, anche
se con garbo e moderazione. Protestano categorie e
professioni. Protesta l'opposizione. E fin qui niente
di strano. Ma non mancano dissensi e malumori nemmeno
in seno ai partiti di maggioranza. Critici, molto
critici anche esponenti del governo. Particolarmente
difficile da digerire uno degli ultimi provvedimenti
varati: la tassa di soggiorno. Una tassa a carico
dei turisti. Due euro per i piccoli centri, cinque
euro per le città più grandi. Saranno
comunque i Comuni a decidere sull'applicazione o meno
dell'aggravio. Diverse e contrastanti le prime reazioni.
Venezia e Roma sembrerebbero pro tassa. Contraria
Milano. E in Campania? Ischia e Capri contrarie. Pompei
favorevole. E Napoli? Una dimostrazione di buon senso.
La nostra città non prevederebbe extra a carico
dei visitatori. Ottimo. E con quale criterio si sarebbe
potuto pensare diversamente? Anzi... certamente sarebbe
più opportuno prevedere incentivi e agevolazioni
a favore dei turisti che, nonostante tutto, rischi,
problemi e difficoltà, scelgono ancora di venire
all'ombra del Vesuvio. Benvenuti, amici turisti. Ma
qualche cosa andrebbe fatto anche per gli abitanti
della città. Altro che "tassa di soggiorno",
qua ci vorrebbe un "Bonus di residenza".
Questi sono emendamenti da proporre. E chist'è
nu pernacchio.
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