(ANSA) - ROMA, 10 dic - "Berlusconi senza l'Udc non va da
nessuna parte. E se fossimo irrilevanti il giornale
di suo fratello non sprecherebbe le prime pagine per
attaccarci". Pier Ferdinando Casini, in una lunga
intervista al Corriere della Sera, risponde al sondaggio
pubblicato ieri da 'Il Giornale' e rilancia la strategia
dei centristi mettendo dei paletti precisi: "Non
staremo mai con Prodi, non faremo nessun patto con
Bertinotti, sono pronto a creare un'asse con Rutelli
contro le coppie di fatto". Per quanto riguarda
poi l'eventualità di una grande coalizione
chiarisce di avere "la massima apertura"
a riguardo e che non ci sono preclusioni per nessuno,
dunque neanche per la candidatura di Massimo D'Alema
alla guida di un eventuale nuovo governo. "D'Alema
era il candidato al Quirinale di gran parte del centrodestra
eccetto un certo Casini. Vuole che ritiri fuori le
interviste di esponenti di Forza Italia che lo candidavano?",
dice il leader centrista rivolgendosi al suo intervistatore.
"Comunque, se si facesse una grande coalizione
non si potrebbero avere le preclusioni per nessuno".
Intanto, Casini non pensa a "strappi" alle
amministrative. "Ovvio che le alleanze non cambiano.
Se poi ci saranno delle novità nella Margherita
- afferma - le valuteremo con attenzione". Per
quanto riguarda gli attacchi del leader di Forza Italia,
Berlusconi, Casini chiarisce: "L'assalto c'é
già. Non sono né meravigliato né
preoccupato. Sono dispiaciuto, questo sì. Io
sono diverso, non farò giochetti e ripicche,
magari come mi sollecita qualcuno sulla legge Gentiloni".
In merito ai suoi rapporti con Gianfranco Fini, l'esponente
centrista sostiene di stimarlo anche se gli è
dispiaciuta l'affermazione nella quale aveva detto:
'Parlo di cose serie non di Casini'. "Mi è
dispiaciuto - spiega - però capisco che faccia
il suo gioco. E' una condizione diversa dalla mia
per la collocazione tradizionale del suo partito.
Non ce l'ha con me, vuole sono uscire dall'angolo".
Per quanto riguarda inoltre Bossi, Pier Ferdinando
Casini sottolinea di non avere mai molto a che spartire
con lui: "Neanche quando chiamava mafioso Berlusconi
e faceva il ribaltone". (ANSA).
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