Si è tenuta oggi, presieduta da Leonardo Impegno, la prima delle due sedute del Consiglio Comunale dedicata alla manovra di bilancio 2007-2009.
Erano presenti 37 consiglieri:
Sindaco: Rosa Iervolino Russo: presente; Alvino Federico: assente; Ambrosino Raffaele: assente; Anniciello Mariano: assente; Benincasa Fabio: presente; Borriello Antonio: presente; Borriello Ciro: assente; Carbone Gennaro: assente; Carotenuto Raffaele: assente; Cigliano Dario: assente; Cilenti Saverio: presente; De Masi Roberto: presente; De Simone Achille: presente; D’Esposito Mario: presente; Di Marzio Emilio: assente; Fellico Antonio: assente; Fiola Ciro: assente; Fucito Alessandro: assente; Funaro Antonio: presente; Galiero Salvatore: presente; Giordano Alfredo: presente; Giudice Rosario: presente; Guerriero Salvatore: presente; Impegno Leonardo: presente; Lamura Carlo: presente; Lanzotti Stanislao: assente; Lucci Enrico: presente; Lupo Vito: presente; Malvano Franco: assente; Malvano Mariano: assente; Mansueto Marco: assente; Mastranzo Pietro: presente; Migliaccio Carlo: assente; Minisci Francesco: assente; Minopoli Umberto: assente; Monaco Ciro: presente; Montemarano Emilio: presente; Moretto Vincenzo: presente; Moxedano Francesco: presente; Nicodemo Francesco: presente; Nonno Marco: presente; Palladino Giovanni: presente; Palmieri Domenico: presente; Palomba Stefano: assente; Paolucci Massimo: presente; Parisi Salvatore: presente; Renzullo Claudio: assente; Russo Vincenzo: presente; Sannino Gaetano: presente; Sannino Pasquale: assente; Santoro Andrea: presente; Scala Raffaele: presente; Schifone Luciano: presente; Signoriello Ciro: presente; Simeone Carmine: assente; Varriale Ciro: presente; Varriale Salvatore: assente; Venanzoni Diego: presente; Verde Francesco: presente; Vitobello Francesco: assente; Zimbaldi Luigi: presente.
In apertura, il consigliere Antonio Borriello (DS) è intervenuto sull’ordine dei lavori e, per consentire ai consiglieri di esprimere solidarietà per i lutti che hanno colpito l’Assessore Oddati e il gruppo di Rifondazione Comunista, ha proposto di incardinare la discussione sulla manovra di bilancio con la relazione dell’Assessore Cardillo, rinviando alla prossima seduta, già convocata per il giorno 7 maggio, sia gli interventi ai sensi dell’art. 37 che le altre due delibere iscritte all’ordine dei lavori. Il consigliere Signoriello, a nome del gruppo di Forza Italia, ha concordato sulla proposta, dichiarandosi però contrario al rinvio degli interventi ex art. 37, mentre il consigliere Ambrosino (FI) ha proposto di acquisire la relazione scritta dell’Assessore Cardillo. L’Aula ha approvato a maggioranza, col voto contrario del consigliere Ambrosino, la proposta del consigliere Borriello, modificata con lo svolgimento degli interventi degli art. 37 nel corso della seduta odierna. Nel suo intervento il consigliere Signoriello (FI) ha criticato le assunzioni, a suo dire irregolari, effettuate dal consorzio Olimpus e ha ricordato l’accordo siglato dall’Assessore Oddati e le OO.SS. per l’assorbimento nella “Napoli servizi” e “Napoli sociale” degli LSU del progetto “Sfuma”. Il consigliere Lanzotti (UDC) ha preannunciato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore Mola sulla mancata applicazione delle ganasce in Via Lomonaco e sulla coincidente presenza di parcheggiatori abusivi. Il consigliere Nonno (AN) ha invitato il Sindaco ad approfondire irregolarità procedurali relative alla convenzione tra Comune e Banca Etica, auspicando anche una più trasparente assegnazione di risorse ai progetti presentati da associazioni. L’Assessore Cardillo ha quindi svolto un’ampia e dettagliata relazione sul bilancio di previsione 2007-2009. Data la particolare rilevanza della relazione dell’Assessore Cardillo se ne riporta il resoconto Signor Sindaco, signori Consiglieri, il bilancio di previsione sottoposto all’esame e all’approvazione del Consiglio Comunale, come avevo avuto modo di dire già nelle precedenti sedute di Consiglio Comunale, è il primo bilancio di previsione del secondo mandato della Giunta Iervolino. Lo dico perché è del tutto evidente che con questo bilancio diamo concreta attuazione al programma di mandato del Sindaco e noi al programma di mandato del Sindaco abbiamo voluto fortemente ispirare la relazione previsionale e programmatica e gli impegni che abbiamo assunto, come proposta al Consiglio, con la delibera e con l’insieme dei documenti che sono all’attenzione del Consiglio Comunale. Programma di mandato estremamente impegnativo e qualificante su cui si è registrato un grande consenso elettorale da parte dei cittadini napoletani, perché tutti noi ricordiamo che il nostro Sindaco è stato eletto al primo turno. Un programma del Sindaco, un programma di mandato che punta allo sviluppo di tre assi strategici: - la qualità urbana; - il completamente della grande piattaforma logistica nell’entroterra napoletano; - la creazione di poli di eccellenza che riguardano la produzione di nuovi saperi, l’innovazione tecnologica, la creazione di nuovi distretti industriali innovativi e di servizi a alto valore aggiunto. Attraverso questi tre indirizzi programmatici si mira alla modifica e alla qualificazione dell’assetto complessivo di Napoli a cominciare da un aspetto decisivo come la legalità e la sicurezza dei cittadini napoletani. Si tratta soprattutto di proporre Napoli come grande area urbana aperta alle grandi sfide della competizione e come fulcro di collegamento tra l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Per la realizzazione di queste prospettive è richiesta una forte collaborazione istituzionale tra noi, il Comune di Napoli, la Regione Campania e il Governo Nazionale, questa collaborazione nelle nostre intenzioni deve produrre anche ulteriori reperimenti e concentrazioni di significative risorse sulle grandi questioni della riqualificazione e dell’uso del territorio, offrendo possibilità di investimenti e di crescita che si possano accompagnare anche a imprenditoria privata non solo locale. Mentre, invece, la legge finanziaria del 2007 offre importanti opportunità che bisogna saper cogliere, fermo restando la necessità di impegnare ancora di più il Governo nazionale, proprio nelle azioni di sviluppo del Mezzogiorno e delle sue grandi aree urbane che, come ho detto in altra occasione, era parte della legge finanziaria che ci piace di più. Infatti, da questo Po di vista sapete che in più occasioni l’Amministrazione Comunale, il Sindaco, ha espresso un giudizio positivo sulla legge finanziaria. D’altra parte, invece, la legge finanziaria del 2007 si è dovuta ancora misurare positivamente e ineludibilmente con la questione decisiva del risanamento dei conti pubblici dopo la grave situazione ereditata dal Governo precedente. Ovviamente, anche in questa occasione non possiamo sottacere alcuni aspetti critici che riguardano soprattutto il rapporto tra il Governo centrale e le autonomie locali. Non c’è stata un’inversione di tendenza con la legge finanziaria rispetto al livello dei trasferimenti statali verso i Comuni e le Regioni, che nel corso degli ultimi anni si sono fortemente ridotti e segnano, sia pure in maniera non significativa, anche nel corso del 2007 una riduzione per quanto riguarda il Comune di Napoli. Tutto ciò, come abbiamo detto anche qui in altre occasione e in maniera chiara e forte desta preoccupazione nella nostra città, la nostra opinione è che deve destare preoccupazione rispetto all’insieme dei Comuni italiani e delle autonomie locali e destano anche preoccupazione quei particolari meccanismi di compensazione tra gli importi della compartecipazione IRPEF, del maggiore gettito Ici e l’entità degli stessi trasferimenti da parte dello Stato. Lo diciamo ancora una vendita qui formalmente in Consiglio Comunale con l’autonomia che spetta a noi anche rispetto al Governo Prodi, che non è condivisibile la scelta di affidare ai Comuni la possibilità di incrementare le proprie entrate attraverso la pressione tributaria e non attraverso l’attuazione di un vero federalismo fiscale, anzi da questo punto di vista, per essere sempre onesti intellettualmente, si leva forte anche la nostra voce contro il Governo Nazionale perché noi riteniamo assolutamente insufficienti le risorse per il welfare locale a partire dal finanziamento statale a sostegno del reddito di cittadinanza che, invece, positivamente, grazie alla Regione Campania, è stato varato nella nostra realtà. Infine, continuiamo a ritenere sbagliato il meccanismo di applicazione del patto di stabilità interno che limita fortemente la capacità dei comuni di sostenere gli investimenti. Il bilancio di previsione, andando un po’ più nel merito, si caratterizza, come ho detto prima, per una forte coerenza con il programma del Sindaco e non poteva che essere così e contestualmente con la politica di rigore della spesa senza appesantire la pressione tributaria che è un punto di snodo obbligato per rispettare il patto di stabilità interno 2007. Questa coerenza, come ho detto prima, la si ritrova sia nei contenuti della relazione previsionale e programmatica, sia nella struttura del bilancio vero e proprio. Riteniamo che attraverso la proposta di Bilancio che arriva in Consiglio Comunale, di avere anche mantenuto gli impegni che avevamo assunto in campagna elettorale con i cittadini napoletani. Il bilancio del 2007, andando al merito delle questioni, è stato predisposto assumendo come obiettivi prioritari: 1. non aumentare la pressione tributaria; 2. avviare gradualmente la riduzione dell’ICI sulla prima casa; 3. salvaguardare il welfare locale e le politiche sociali: 4. continuare nel sostegno allo sviluppo locale e agli investimenti; 5. assicurare risorse adeguate alle municipalità per il concreto decollo della recente riforma del decentramento istituzionale. La nostra politica tributaria, quindi, è segnata da grande equità e ha il suo carattere distintivo nella scelta di non aumentare le imposte e le tasse locali. Infatti, come abbiamo detto nella delibera di proposta al Consiglio e con i regolamenti e con i regolamenti che portiamo con le delibere collegate alla manovra di bilancio, non aumenta l’addizionale IRPEF che resta costante allo 0,5%, non si introduce alcuna tassa di scopo, non modifichiamo le tariffe per la TARSU e il canone per l’occupazione di suolo pubblico. Il bilancio del 2007, inoltre, rispetto all’impegno assunto con i cittadini napoletani di avvio di graduale riduzione dell’ICI per la prima casa, sapete che noi proponiamo la riduzione dello 0,2% nel 2007 l’aliquota ICI sulla prima casa passa dal 5,5 per mille al 5,4 per mille, per passare al 5,3 per mille nel 2008. I contenuti nella nostra politica tributaria sono ancora più apprezzabili, a mio avviso, perché in controtendenza rispetto alle scelte operate dalla maggioranza dei comuni italiani, io dico indifferentemente governati dal centro – sinistra e dal centro – destra, dove l’incremento dell’addizionale IRPEF è stata la leva fiscale preferita per aumentare le entrate locali. Proprio ieri c’è stato un aggiornamento dei dati che vi darò ora su “Il Sole 24 Ore” che conferma e rafforza questo giudizio che adesso porto all’attenzione dell’Aula. Come risulta dalle elaborazioni fatte da “Il Sole 24 Ore” su dati del Ministero dell’Economia e di Ifel, ex Anci CNC, su 1559 comuni italiani che il 19 marzo hanno approvato il bilancio di previsione, ben il 55,93% ha deciso di aumentare l’addizionale IRPEF, in 131 casi è stata portata al livello massimo dello 0.8%. La nostra politica tributaria, invece, ci caratterizza per un altro elemento di grande continuità, la scelta di puntare alla crescita delle entrate attraverso la lotta all’evasione e all’elusione tributaria. Proprio perché siamo consapevoli dell’impegno forte da immettere contro l’evasione tributaria e l’elusione tributaria non abbiamo voluto prevedere nei bilanci 2007, 2008 e 2009 un aumento o del gettito. Quando raccoglieremo i risultati ne registreremo gli effetti. Intendo dire che il bilancio di previsione del 2007 è fatto in invarianza, non c’è nessuna quota di stima, di gettito aggiuntivo che pur ci attendiamo di avere dalle misure che adesso ribadirò all’attenzione dell’Aula nel contrastare l’elusione e l’evasione tributaria. Credo che ancora una volta la prova della serietà dei nostri bilanci che si basano su dati certi e trasparenti consista anche nella sottolineatura che ho fatto adesso. La lotta all’evasione e all’elusione viene intensificata introducendo una straordinaria innovazione nel rapporto tra il Comune e i cittadini introducendo una precisa regola: il Comune dà solo a chi sta in regola con il pagamento dei tributi. È una regola per correggere la convenzione che a pagare siano sempre gli stessi, le famiglie, i lavoratori dipendenti, i pensionati nel nostro Paese. Larghe sacche di evasione, invece, si annidano nelle utenze non domestiche, cioè tra i detentori di partita Iva, è una regola per diffondere e praticare ulteriormente la legalità della giustizia fiscale nella nostra città. Ci siamo ispirati a un’esperienza realizzata negli anni scorsi proprio grazie a un confronto svolto in Consiglio Comunale, ciò dimostra che proprio la lotta all’evasione deve vedere schierati centro – destra e centro – sinistra, Giunta Comunale e Consiglio Comunale, tutti insieme a lavorare affinché, come facemmo esattamente nello sbarramento che mettemmo nel rilascio dei permessi gratuiti per la sosta in città si possa ragionevolmente approdare a risultati efficaci nella lotta all’evasione e all’elusione. Si è previsto, perciò, di estendere tale principio a alcune tipologie di rapporti con l’utenza che possono essere attivati e /o mantenuti solo se sostenuti da un corretto rapporto tributario con il Comune. Questa regola si applicherà a tutti i tributi locali, ICI, Tarsu e Cosap e rivoluzionari i rapporti tra il Comune e i cittadini. Con l’introduzione di queste nuove regole, infatti, il cittadino dovrà assumere comportamenti virtuosi e gli uffici comunali dovranno cooperare affinché le nuove regole possono essere rispettate. Proprio ispirandoci al programma del Sindaco che la nuova regola applicata a partire da chi amministra la città, pratichiamo così, ovviamente approfitto di questa seduta del Consiglio Comunale per correggere anche un po’ un’informazione sbagliata data da un quotidiano cittadino, non è aperta assolutamente da parte della Guardia di Finanza, né questa è la decisione che abbiamo assunto, di aprire una verifica tributaria verso quelli che hanno un rapporto fiduciario con il Comune, Giunta, Consiglieri Comunali, Consiglieri di Municipalità. Si tratta, esattamente, di un’altra questione, cioè che a partire da noi, che abbiamo un rapporto fiduciario con il Comune di Napoli, nelle prossime ore e alcuni già hanno cominciato a farlo, dovranno esibire, presso gli uffici competenti, l’attestazione di essere cittadini in regola con il pagamento dell’Ici e della Tarsu. Ovviamente l’Ici riguarda solo a fortunati, diciamo, che hanno in proprietà un alloggio, che è l’esatto contrario, ripeto ancora, di quello che qualche giorno fa ha scritto un noto quotidiano cittadino. Dicevo, pratichiamo, così la prima delle tre forme di legalità richiamate dal Sindaco, nel suo programma. La legalità di modello, cioè il principio che l’Ente pubblico deve essere esempio specchiato nel rispetto delle regole. Le nuove regole riguarderanno le seguenti tipologie: - Rapporti di fiducia e rappresentanza richiesto in materia di anagrafe e anche qui voglio chiarire subito che non si tratta, per i cittadini napoletane, che il rilascio dei certificati anagrafici è preventivamente rilasciato o meno a seconda che uno dimostri di aver pagato Ici o Tarsu a seconda della condizione ma, ripeto, ancora una volta, l’ho chiarito anche in conferenza stampa, l’unica cosa che interesserà l’Amministrazione Pubblica, è che noi seguiremo sul versante della residenza, l’attivazione di nuove residenze o cambi di residenza al solo fine, con la banca dati, di poter seguire gli spostamenti del contribuente napoletano. L’esatto contrario, anche qui, di quello che irragionevolmente era stato scritto, che volendo un certificato di nascita piuttosto che un certificato di matrimonio, lo si sottopone prima all’esibizione del pagamento di Ici e Tarsu. Invece, per quanto riguarda altre tipologie, pensiamo ai contratti per lavori e per prestazioni acquisti; - Concessioni di contributi; - Concessioni e autorizzazioni amministrative; - Servizi comunali in genere; - Le agevolazioni. Per tutte queste tipologie di rapporti sono state individuate specifiche condizioni di verifica della regolarità tributaria che, a seconda dei casi potranno essere pregiudiziali per il mantenimento o l’attivazione di rapporti con il Comune di Napoli oppure potranno portare all’attivazione immediata e automatica del controllo tributario. La lotta all’evasione e all’elusione si avverrà della preziosa collaborazione della Guardia di Finanza della Campania e in questa direzione abbiamo sottoscritto uno specifico protocollo d’intesa che impegna la Guardia di Finanza nell’ambito delle sue attività di controllo, a verificare il regolare pagamento dei tributi locali da parte di tutti i detentori della partita iva. Si attiverà anche un puntuale sistema di scambio di informazioni tra noi e la Guardia di Finanza e di aggiornamento delle banche dati. Per potenziare, infine, l’attività di accertamento, si procederà alla nomina di dipendenti comunali con la qualifica di accertatori avvalendoci per la formazione del nostro personale, della preziosissima collaborazione della Guardia di Finanza. È un’intesa di ampio respiro che rappresenta un’esperienza pilota nei rapporti tra i Comuni e la Guardia di Finanza e che viene ritenuto, proprio dal Comando Generale della Guardia di Finanza, un caso esemplare nel panorama delle città italiane e, appunto, un’esperienza pilota. Anche nel bilancio di previsione del 2007 è stata assunta, come ho detto prima, come priorità, l’ambito di intervento e di dispiegamento delle politiche sociali. Pur nelle oggettive difficoltà di bilancio, infatti, dettate dal rispetto del patto di stabilità interno, la previsione di spesa per il welfare e le politiche sociali, a carico del Comune non diminuisce rispetto al 2006 e in particolare, le risorse stanziate a carico del solo bilancio comunale per prestazioni sociali, sostegno alle associazioni, alle imprese sociali, passano a 64.620.000, più o meno lo stesso livello, qualcosa in più, del 2006 quando erano 64.599.000 euro. A questo stanziamento, inoltre, si deve aggiungere quello di 100 mila euro per il fondo di solidarietà, di cui all’articolo 5 della legge regionale del 1997, cioè il contributo agli inquilini gravemente disagiati di casi di edilizia pubblica su cui si era, anche qui, levata forte anche la voce da parte di alcuni Consiglieri Comunali, con interrogazioni all’Amministrazione Comunale. A queste risorse, tutto a carico del bilancio comunale, devono essere aggiunte quelle dei trasferimenti statali e regionali che sono pari, complessivamente, a 41.486.000 euro con un aumento, quindi, di 10 milioni di euro rispetto al 2006, a seguito del trasferimento statale per il sostegno all’accesso dell’abitazione in locazione. Quindi, complessivamente, nel 2007, per le politiche sociali, sono stati stanziati 106.105.000 euro. Quindi il bilancio 2007 continua a sostenere il welfare locale e contemporaneamente destina anche risorse pubbliche, significative, interamente a carico del bilancio comunale. Nell’insieme siamo di fronte a un incremento di circa 10 milioni di euro nel 2007, per il welfare, le politiche sociali, rispetto al 2006. Contemporaneamente il bilancio destina risorse pubbliche per lo sviluppo e gli investimenti, infatti anche quest’anno il Comune di Napoli ha destinato significative risorse proprie e ha attivato importanti canali di finanziamento statale, regionale e europeo per sostenere sviluppo locale, le imprese e, quindi, per favorire la creazione di ricchezza e di lavoro. Complessivamente sono previsti investimenti per 847 milioni di euro, ai quali concorrono: - Lo Stato per 269; - La regione Campania per 75; - I fondi europei per ben 373 milioni di euro; - Il Comune di Napoli per altrettanti 130 milioni di euro; In questo modo il Comune di Napoli, riteniamo ragionevolmente, assicura alla città risorse significative, concentrate esattamente, secondo le linee di priorità strategiche, figlie del programma di mandato con cui il Sindaco si è presentata prima agli elettori e poi al Consiglio Comunale. L’obiettivo di fondo di questi investimenti, è quello di migliorare la competitività del sistema città e è per questo che ben 667 milioni di euro sono destinati alle infrastrutture del sistema di trasporto urbano, il completato della linea 1 e della linea 6 della metropolitana, a cui si aggiungono 48 milioni di euro per il miglioramento della viabilità stradale. Le risorse per la manutenzione straordinaria stradale è da affidare attraverso il global service, per il miglioramento dell’illuminazione pubblica, per la ripavimentazione di Corso Umberto, per l’arredo urbano. Altre risorse puntano a migliorare, invece, la qualità complessiva del tessuto cittadino: - 56 milioni di euro di investimenti per la riqualificazione di immobili; - 24.500.000 euro per i contratti di quartiere; - Quasi 21.700.000 euro per l’edilizia sociale; - oltre alle risorse per la manutenzione delle scuole, degli impianti sportivi, dei giardini e del sistema di balneazione. Infine, assumono particolare valore strategico, le risorse necessarie per mettere a valore alcuni punti di eccellenza della città, investendo, a esempio, 10.400.000 euro per l’ulteriore valorizzazione del complesso delle Terme di Agnano e avviando la società di trasformazione urbana dell’area nord di Napoli. Più nel dettaglio gli investimenti previsti sono: - Trasporto su ferro, come ho detto prima, 667 milioni di euro; - Manutenzione e ristrutturazione di immobili: 56 milioni di euro; - 2 milioni per gli edifici in uso alla Polizia di Stato; - 2.700.000 Euro per il “Progetto Sirena”; - Manutenzione stradale; - Pubblica illuminazione; - Manutenzione degli impianti di affissione pubblica; - 12.200.000 euro per l’arredo urbano; In particolare, come è desumibile anche dalla documentazione a disposizione dei Consiglieri, i contratti di quartiere, mi riferisco a Barra, Pianura e San Pietro a Patierno. L’edilizia sociale sapete che è figlia del recente accordo con il Governo e con il Ministro Di Pietro, per circa 21.693.000 euro e per la valorizzazione delle Terme di Agnano siamo complessivamente di fronte a un impegno per 10.400.000 euro. Voglio segnalare, poi, in particolare, la manutenzione per gli impianti sportivi, 1 milione di euro destinati agli impianti dell’ex legge 219. Si tratta di 14 impianti sportivi, 7 piscine e 7 impianti coperti ricadenti, sostanzialmente, quasi tutti nella corolla dei quartieri della nostra città o nelle cosiddette aree periferiche della nostra città, il che ci ha indotto a questi specifici stanziamenti, perché proprio in questi quartieri gli impianti sportivi e lo sport, più che i grandi impianti, svolgono una funzione sociale molto importante, di aggregazione per i ragazzi e per i giovani della nostra città. In più è previsto uno stanziamento relativo a uno studio organico, ovviamente attingendo a professionalità di eccellenza, per l’eliminazione degli effetti di vibrazione dello Stadio San Paolo, argomento noto e che appassiona tifosi, condomini limitrofi oltre che chi frequenta lo Stadio San Paolo da un po’ di anni. Abbiamo interventi di altra natura per circa 14 milioni di euro: - 1 milione di euro per la costituzione dei centri informatici nelle Municipalità; - 2 milioni di euro per il completamento del Fondo Zevola; - 750 mila euro per la manutenzione di parchi e giardini; - Altre risorse per il miglioramento della balneazione; - Contributi per l’acquisto della prima casa; - Potenziamento della Protezione Civile. Con il bilancio di previsione 2007 e con il bilancio pluriennale 2007/2009, si concretizza un altro passaggio decisivo per il decollo dell’innovazione istituzionale ovvero delle Municipalità. Infatti all’interno del Bilancio del Comune viene dato risalto agli obiettivi programmatici delle singole Municipalità e si individuano, chiaramente, le risorse a esse assegnate. In questo modo, attraverso un inteso e positivo rapporto con le Municipalità, devo ringraziare pubblicamente il lavoro che insieme abbiamo fatto con i Presidenti, con le Giunte ma con partecipazioni larghe di tutte e 10 le Municipalità napoletane, abbiamo, per la prima volta, un bilancio del Comune di Napoli che parla, appunto, anche la lingua delle Municipalità. Pur tra difficoltà oggettive in questa prima fase di avviamento, abbiamo avuto, sicuramente, risultati e appostazioni di risorse apprezzabili e soddisfacenti e, ovviamente, tutti noi dobbiamo sentirci in campo per migliorare, sempre di più, nella dotazione di mezzi e strutture, l’efficacia dell’azione delle nostre Municipalità che sono il presidio più vicino nel rapporto con i cittadini napoletani. Le risorse complessivamente, di parte corrente, assegnate alle Municipalità, sono pari a 23.430.000 euro; mentre quelle per gli investimenti ammontano a 7.237.000 euro. Quindi, nell’insieme abbiamo un totale di 30.667.000 euro affidati alle Municipalità per le funzioni loro delegate e non solo. I dati complessivi di bilancio, lo troverete nella relazione, parlano anche delle entrate tributarie, del gettito Ici, delle entrate di trasferimenti, delle entrate extratributarie, dei trasferimenti in conto capitale, le entrate da mutui, la descrizione della spesa corrente e io, su questo, trascurando gli altri aspetti, invece vorrei darvi qualche dato più di dettaglio, perché sapete quanto è importante tenere sottocontrollo e qualificare sempre di più la spesa corrente. La spesa corrente, il valore assoluto è incrementato rispetto al 2006 per effetto delle iscrizioni in bilancio dei trasferimenti da parte della Commissione Straordinaria di Liquidazione, circa 94 milioni di euro. Sapete che dopo la chiusura del dissesto e essendo ritornati in bonis si è passato, adesso, alla gestione ordinaria e della Regione per il trasporto pubblico per circa 72 milioni di euro. Al netto di questi importi la spesa corrente è pari a circa 1.260.000 euro. In tale valore si è dovuto tener conto in particolare dell’adeguamento del contratto di servizio di Asia riportandolo a 173 milioni di euro. Conseguentemente ciò ha comportato una manovra di ristrutturazione di altre spese salvaguardando quelle relative alle politiche sociali. Perché questa è la scelta politica che abbiamo inteso fare su forte raccomandazione e indirizzo del nostro Sindaco. Si è trattato, cioè, di ridurre per circa 32 milioni di euro, diverse altre tipologie di spesa. I criteri di riduzione si sono concentrati, da un lato, su alcuni contratti di servizio e dall’altro, contenendo le previsioni di spesa e di funzionamento dell’Amministrazione. In particolare per i contratti di servizio e trasporto, sono state assicurate le risorse per i servizi ordinari mentre per gli altri contratti si è prevista una riduzione del 10%. Le spese in genere, invece, di funzionamento del Comune, sono state ridotte mediamente del 25%. Come abbiamo proceduto per raggiungere questi obiettivi? Si sono contestualmente attivate, intendiamo, diciamo, contestualmente attivare queste azioni che sono il senso della manovra della proposta di delibera che arriva in Consiglio Comunale. Il primo, la realizzazione di un piano di riordino delle sedi comunali e per la riduzione dei relativi fitti passivi, definendo scelte strategiche e investimenti di nuovi locali e di adeguamento funzionale anche alle norme di sicurezza d’intesa e con la preziosa collaborazione dell’Assessore Di Mezza. L’unificazione del sistema degli acquisti di beni e servizi, cioè creare un unico centro di costo che può realizzare economia di scala e, sicuramente, grandi benefici nell’abbattimento e nella riduzione dei costi per quanto riguarda gli acquisti di beni e servizi, oggi polverizzati in diversi centri di costi della macchina comunale. La razionalizzazione dei consumi energetici, telefonici e informatici. La creazione di un più efficiente sistema di controllo di gestione. Si è privilegiata, quindi, la scelta di non compromettere l’erogazione di servizi ai cittadini napoletani, mentre invece si è rivisitata la spesa interna prefigurando una sua ristrutturazione in direzione di una sua qualificazione. Abbiamo, poi, il dettaglio, come vedrete dalla relazione che vi sarà consegnata integralmente, di come la spesa procede nella proposta che arriva al Consiglio Comunale. Volevo, qui, invece, richiamare sul versante delle entrate, perché a me sembra giusto farne cenno, che all’esame del Consiglio come ovviamente è prassi, tra le delibere collegate ci sono le delibere relative alle tariffe dei servizi a domanda individuale e alle modifiche dei regolamenti tributari. Qui è stata avviata una riflessione per innalzare l’indice di copertura dei costi dei servizi a domanda individuale che permane a livelli insoddisfacenti come sottolinea, tra l’altro, anche il parere del Collegio dei Sindaci revisori. La conclusione di questa riflessione che, per la verità, ha visto un ulteriore decremento del corso degli anni, ci ha portato a prevedere un lieve incremento per quanto riguarda la refezione scolastica, l’uso di alcuni impianti sportivi. Per quanto riguarda la refezione scolastica si prevede un aumento mensile da 5 euro a 9 euro per la prima fascia di reddito e si tratta, in valore assoluto, di un incremento di 18 centesimi al giorno per il primo figlio e di 9 centesimi nel caso di un secondo figlio. Per le altre fasce l’aumento è di 10 euro al mese e per l’ultima che era pari a 68 euro, è di 2 euro. Sapete che c’è stata una riunione della Commissione Consiliare competente con l’Assessore Gambale, ovviamente c’è la disponibilità dell’Amministrazione Comunale a accogliere, a prendere atto del lavoro che farà la Commissione Consiliare anche di ristrutturazione e di diversa spalmatura di questa manovra, che parte, appunto, dalla considerazione di coperture irrisorie rispetto al costo del servizio e, come voi sapete, noi dobbiamo sempre tenere insieme e coniugare una spiccata e doverosa sensibilità sociale che è cosa molto distinta dalla demagogia, perché con la demagogia non si governa né le città né l’Italia e io faccio appello che su questo terreno non si proceda con la demagogia ma si proceda con la responsabilità e l’equità. Proprio perché è l’equità che ci deve ispirare, che come è noto, l’Assessore Gambale l’ha detto in Commissione e lo voglio ribadire io, che in invarianza di gettito della manovra, siamo pronti anche a accogliere modifiche e suggerimenti che siano improntati a equità, che possono venire dall’Aula. Invece per quanto riguarda gli impianti sportivi si è proceduto a una revisione delle tariffe a carico delle associazioni e delle società diversificate a seconda delle tipologie degli impianti e della loro ubicazione. Questo significa, per tener conto, anche qui, un po’ socialmente, di impianto e impianto. Cioè di localizzazione e localizzazione e anche qui, per essere esplicito e chiaro, in modo che si comprenda di che cosa stiamo parlando, la nostra opinione è un po’ questa: che è davvero iniquo che ci siano tariffe molto sanate per i ragazzi e per gli utilizzatori di impianti sportivi pubblici dati a associazioni, per cui ci siano società che lucrano e fanno tanto lucro sulle tasche degli utilizzatori, mentre invece, il costo del personale della manutenzione ordinaria e straordinaria ricade tutto sul pubblico e le concessioni sono date a livelli, davvero indegni, per cui si tratta, un po’, di fare carico a chi gestisce, tra l’altro, profittevolmente questi impianti, di farsi carico un po’ di più del dovuto nel rapporto con il Comune di Napoli. Complessivamente la percentuale di copertura dei servizi a domanda individuale, per darvi un po’ conto, voi sapete qual è la percentuale fissata dalla legge di copertura percentuale del costo dei servizi a domanda individuale, si passa dal 22,95 del 2006 al 23,16 del 2007. Quindi con un gettito ulteriore che deriviamo dall’insieme di questa manovra davvero modeste. Invece, per quanto riguarda le modifiche proposte ai regolamenti tributari, queste modifiche sono sempre improntate alla logica della semplificazione dei procedimenti e al miglioramenti dei rapporti tra il Comune e i contribuenti. Quelle più significative a me sembrano la facoltà del Comune di conferire ai propri dipendenti la qualifica di messi notificatori e di agenti accertatori per poter contrastare tutte le eventuali violazioni relative alle entrate locali; L’unificazione – questo a noi sembra di grande equità e qualifica l’azione del Consiglio Comunale e anche dell’Amministrazione che lo propone al Consiglio – del tasso degli interessi attivi e passivi portandolo al 4% da applicare agli importi di eventuali rimborsi che il contribuente deve ricevere e che il Comune deve incassare. In questo modo è stata superata la precedente condizione in cui il Comune si avvantaggiava di un testo di interesse al danno del contribuente. Adesso, con questa decisione, facciamo esattamente l’operazione inversa, a vantaggio del contribuente. La precisazione che per prima casa ai fini Ici, si intende quella della residenza anagrafica. Le nuove date di pagamento dell’Ici, 16 giugno per l’acconto e al 1 al 16 dicembre per il saldo. La differenziazione, anche questo c’è sembrato utile raccogliendo sollecitazioni che erano venute dal Consiglio Comunale, per quanto riguarda la Tarsu, dell’aliquota tra le strutture extralberghiere e quelle degli alberghi, agevolando in particolar modo l’imprenditoria turistica che si è affermata, a esempio, con i bed and breakfast nella nostra città. L’aggiornamento dei procedimenti a cura dei vari uffici comunali per il rilascio delle autorizzazioni e di occupazione suolo, al fine di rendere più incisiva la lotta all’abusivismo, ancora molto diffuso in città. Contestualmente per agevolare il pagamento delle stesse e per contenere le forti penalità che si determinavano per abusi di modesta entità, è stata prevista la riduzione delle sanzioni per occupazione abusiva dal 50 al 10%. Che cosa intendo dire? Da un lato, anche qui, raccogliendo un’indicazione forte delle Commissioni Consiliari, le due Commissioni Consiliari, quella presieduta da Saverio Cilenti e quella presieduta da Salvatore Galiero, continuiamo a intensificare, come potete desumere dalla lettera delle delibere di accompagnamento: 1) A inasprire sempre di più e a rendere certa l’azione di contrasto all’occupazione di suolo pubblico, piazza, marciapiedi, strade che vengono sottratte alla fruizione collettiva abusivamente nella nostra città; Il pagamento della Cosap. Però si erano determinati, con i vecchi regolamenti, cioè con il regolamento attualmente in vigore sul versante delle sanzioni, c’è stato in Commissione questa legittima rappresentazione all’Amministrazione Comunale che le sanzioni che noi avevamo irrorato e previsto per i contravventori erano troppo pesanti, avevamo sanzioni medie di 30, 40 mila euro che avevano portato e avevano messo a rischio addirittura in tanti casi, non parlo solo del centro della città e del cosiddetto “salotto bene” della città, ma anche in periferia addirittura a rischio di attività economica, attività di esercizio commerciale. Allora qui diciamo, appunto, è la sanzione che è stata attenuata con il provvedimento alla vostra attenzione. Il bilancio di previsione 2007 ovviamente è rispetto del patto di stabilità fin dalla sua impostazione e nella relazione troverete anche al dettaglio attraverso quali strade abbiamo rispettato il patto di stabilità interno. L’ultima parte, andando direttamente a essa, della relazione che ovviamente vi sarà consegnata, riguarda il patto di riorganizzazione delle nostre aziende pubbliche. Siamo partiti con la nostra riflessione da una ferma convinzione, innanzitutto, che le società pubbliche e le società partecipate e controllate dal Comune di Napoli rappresentino un patrimonio di tutta la città. Ecco perché abbiamo il dovere istituzionale e politico di difendere questo patrimonio, qualificarlo, valorizzarlo anche nella competizione con altre imprese, fermo restando il controllo pubblico che non mi stancherò mai di sottolineare in tutte le occasioni. La storia di queste aziende si intreccia con quella della nostra città e la mia opinione che è che ne costituiscono un valore industriale, un valore economico, un valore sociale per il lavoro, le professionalità, le competenze, si tratta di migliaia, migliaia e migliaia di competenze e lavoratrici e lavoratori che in esse operano. Ecco perché questo patrimonio è importante, che ha saputo mantenersi e radicarsi nella nostra città anche superando momenti difficili, penso al dissesto del ’93 indotto e causato fortemente, soprattutto dall’allora TPN e dall’allora ATAN. Oggi dobbiamo dire che un tratto di strada significativo e positivo è stato fatto e ne eravamo consapevoli già nel 2002 quando abbiamo portato all’attenzione del Consiglio Comunale, per la prima volta, un piano di riorganizzazione e valorizzazione delle imprese e delle aziende del Comune di Napoli. Quel piano si era posto l’obiettivo di dare organicità alla politica del Comune di Napoli nel settore delle partecipazioni. Voglio essere chiaro anche in questa occasione in Consiglio Comunale, senza alcuna inibizione, pur essendo io amministratore della Giunta Comunale e politicamente schierato, nel 2002 il piano ammetteva in maniera chiara e esplicita che si ereditavano elementi positivi e si ereditavano anche criticità. Elementi positivi, frutto di grandi intuizioni e limiti che erano evidenti e che nell’opinione nostra nel 2002 risiedevano soprattutto della mancanza di una visione unitaria del sistema delle partecipazioni a aziende pubbliche del Comune di Napoli. Il master plan del 2002 ha messo, innanzitutto, le fondamenta per delineare e costruire una politica attiva di gruppo, ma è evidente che un gruppo diventa tale se non attraverso, innanzitutto, il risanamento delle singole aziende, dei singoli asset e consolidamento degli stessi asset, cioè noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto una scelta molto chiara e evidente, innanzitutto, il risanamento e la messa in efficienza delle singole aziende e dei conti delle singole aziende, partendo da un’accurata analisi allora, dei bilanci del 2001, dello stato delle principali aziende da un punto di vista industriale. Voglio ricordare che alcune di queste aziende quando ci siamo insediamenti con la prima amministrazione Iervolino erano ancora aziende speciali e ovviamente, ci siamo preoccupati da subito, da immediatamente di quelle che operavano nei servizi pubblici locali, scelta evidente per la natura delle utility perché fortemente legate a un terreno di straordinario rilievo politico perché si tratta delle aziende che erogano nel nostra convinzione e anche nella nostra cultura politica servizi universali, servizi che bisogna assicurare a prescindere ai cittadini italiani e nella fattispecie ai cittadini napoletani. Era anche una situazione pesante per i conti e preoccupante e richiedeva una terapia di urgenza, noi l’abbiamo scritta, siamo venuti in Consiglio Comunale e l’abbiamo detto, abbiamo ragionato con tutti i 59 e il sessantesimo era il Sindaco, Consiglieri Comunali, abbiamo fatto più sedute nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo, per cercare insieme il filo per puntare innanzitutto al risanamento. In questi anni in coerenza con quel master plan le azioni, come dicevo, si sono orientate, questo è stato il lavoro svolto, al miglioramento dei risultati di bilancio delle stesse società attraverso la relazione dei rapporti tra aziende e comune con la stipula dei contratti di servizio o delle convenzioni, il contenimento e il controllo dei costi di funzionamento, politiche attive del personale. Sapete, più volte l’ho detto, nel 2001 i risultati complessivi finali dei bilanci delle principali società l’Arin, l’Anm , Asia, Ctp, Mostra d’Oltremare, Metrò Napoli, segnavano nell’insieme una perdita di 71 milioni di euro, mettendoli insieme nel 2005 la perdita si è ridotta di circa 22 milioni di euro, tre di queste società sono passate da una situazione di perdita di esercizio a una situazione di utili di esercizio, come nel caso di Arin, Anm, Mostra d’Oltremare, mentre Metrò Napoli è stata sempre, fin dall’atto della sua costituzione, un’azienda che ha chiuso con utili di esercizio che ha continuato a registrare anche quando è passata interamente nella gestione del Comune di Napoli con l’uscita di Trenitalia. Ovviamente, so anche bene che nel 2005 Anm consegue quel risultato attraverso una sopravvenienza attiva, come ci siamo detti in altra occasione. Le azioni previste, invece, dalla seconda fase di attuazione del master plan sono inquadrate in un complesso di date e di informazioni puntuali che abbiamo inteso, cui ci confronteremo, ovviamente, qui in Aula per la prima volta realizzando il bilancio consolidato del gruppo sulla base dei bilanci 2004 e 2005. Abbiamo predisposto il bilancio consolidato, è la prima volta che lo facciamo, per la prima volta i cittadini oltre che ovviamente i loro rappresentanti che siete voi, i Consiglieri Comunali, possono avere un’idea di come questo patrimonio pubblico che è patrimonio dei cittadini napoletani di aziende del Comune di Napoli, sono un patrimonio della città e dei napoletani, qual è l’andamento di questo gruppo di insieme. Devo dire che ovviamente rispettosi della metodologia, diritto civile, dei principi contabili internazionali, a questo ci siamo ispirati perché non c’è liberalità per costruire il bilancio consolidato, abbiamo costruito il bilancio consolidato che è alla vostra attenzione e si è proceduto anche, su questo troveremo modo di confrontarci, a consolidare i bilanci delle società partecipate articolandoli in tre raggruppamenti: 1. Servizi pubblici locali: Arin, Anm, Metrò Napoli, Ctp, NapoliPark, Asia; 2. Le società di scopo: Mostra d’Oltremare, Terme di Agnano, Centro Agro Alimentare, Sirena, Anea e Stoa, società di scopo, sono cose diverse dalle utility e dalle società che erogano servizi pubblici. Società che abbiamo chiamato in out sorsing pensando a Napoli Servizi, a Napoli Sociale e anche a Elpis perché si tratta di attività non caratteristiche, cioè non tipiche, che non rientrano nei compiti e nei fini istituzionali del Comune, perché a rigore sono, innanzitutto, e soprattutto le aziende che erogano servizi pubblici. Il gruppo delle società partecipate per la sua dimensione complessiva, guarderete poi i numeri, si pone tra le realtà italiane maggiormente significative nel settore pubblico, infatti hanno un patrimonio netto di diretta pertinenza del Comune di Napoli pari a 494 milioni di euro che è in aumento del 15% rispetto al 2004, mentre invece per quanto riguarda la situazione patrimoniale del gruppo, voglio ricordare che il totale delle immobilizzazioni ammontano a circa 919 milioni di euro, circa l’85% di queste immobilizzazioni è rappresentato da immobilizzazioni materiali. L’attività complessiva del Gruppo, poi, risulta essere in crescita con aumento del valore della produzione che passa da 667 milioni di euro del 2004, a 695,3 mila del 2005. Di questo valore i ricavi di vendita sono ben 635 milioni di euro che testimoniano la pena operatività delle aziende del Gruppo e la loro concentrazione sulle attività che come prima io dicevo considero caratteristiche, cioè rispettivamente in linea con le mission delle stesse. Come ho detto il gruppo ha dimezzato le perdite passando per quanto riguarda la quota di competenza del Comune di Napoli, dai meno 41,7 milioni del 2004 ai meno 20,8 milioni del 2005. Quindi, bilancio consolidato che evidenzia sicuramente una realtà di rilievo economico nel contesto nazionale con una dotazione di asset durevoli e un ottimo livello di operatività. Sono emersi così con maggiore chiarezza i risultati che abbiamo conseguito dal 2001 a oggi, ma credo che l’Aula, così come abbiamo fatto noi, deve essere anche consapevole delle opportunità che sono davanti a noi, ma anche dei rischi, dei limiti e dei punti di debolezza su cui immediatamente bisogna intervenire e è esattamente la filosofia del piano che abbiamo portato di riordino e valorizzazione delle nostre società all’attenzione del Consiglio Comunale. Andando alla conclusione, il nostro profilo è stato pensato anche in relazione alle grandi opportunità che si aprono sul mercato nazionale e europeo con le liberalizzazioni, mercato a cui candidiamo anche autorevolmente e ragionevolmente e tutto dipenderà dal lavoro che dovremo fare, se le nostre aziende non solo sapranno e potranno operare come monofornitori del Comune di Napoli, ma se le nostre aziende ragionevolmente gestite bene possono acquisire commesse e fette di mercato fuori dalla città di Napoli. Il nuovo profilo, quindi, è stato pensato affinché anche le nostre aziende si preparino a intelligenti ineludibili alleanze vedremo con chi, quando, come, si tratta ovviamente di spiegare un processo. Queste cose una classe dirigente seria sa bene che non sono la città e l’editto che in 24 ore produce effetti, ma si tratta di ragionare insieme e è materia, ovviamente, del Consiglio Comunale, che ovviamente intendiamo perseguire come sempre facciamo con la cultura e l’approccio del consenso largo riaprendoci alla partecipazione e al concorso di idee del Consiglio Comunale, affinché le nostre aziende puntino rapidamente a proiettarsi in settori di sviluppo in maniera fondata, a cominciare dall’energia e dall’ambiente dove possiamo e dobbiamo fare molto di più recuperando tempo perso e uscendo anche da quello che ho definito nanismo dimensionale che è la strada per la marginalizzazione e l’esposizione al rischio anche dell’attuale occupazione e di quel patrimonio di ricchezza che rappresentano oggi le nostre aziende. Così pule un’importante occasione di crescita può essere rappresentata dalla creazione nel 2010 dell’area di libero scambio nei paesi del Mediterraneo e già oggi possiamo verificare le condizioni in alcuni settori per partecipare a accordi di cooperazione che sono, come è noto, anche sostenuti da ingenti risorse del Governo nazionale, così come noi crediamo che per quanto riguarda questo piano dobbiamo improntare fortemente il piano delle nostre aziende di riorganizzazione e valorizzazione, lo dobbiamo caratterizzare fortemente perché è la questione del nostro tempo, a una forte direttiva ambientale. Dobbiamo con il piano di riorganizzazione e valorizzazione delle nostre aziende, a partire dalle nostre aziende, per migliorare il profilo della città di Napoli, ma anche delle nostre aziende, a contribuire a una Napoli ecosostenibile, a una Napoli che sceglie la strada dell’energia pulita e che candidi le nostre utility e le capacità del Comune di Napoli anche a creare da subito le condizioni per produrre energia pulita e rinnovabile. Questo non è un sogno o il sol dell’avvenire, sono cose che se insieme sapremo lavorare intensamente e costruttivamente come hanno fatto altre città italiane, siamo in condizione di poterlo fare facendo leva sulle capacità delle nostre aziende. Dicevo che da questo punto di vista, ovviamente la direttiva ambientale non solo deve contribuire a ridurre l’inquinamento, incrementare il risparmio energetico, ma tutto ciò lo possiamo fare anche perché a partire dalla legge finanziaria 2007, come sapete, significative e importanti sono le risorse a sostegno di questo tratto distintivo dello sviluppo locale, ma anche risorse Europee che possiamo e dobbiamo convogliare per investire sul nostro futuro, cioè sulla qualità della vita del futuro di Napoli. Le linee di intervento individuato intervengono anche, diciamo, per affermare pienamente le funzioni di regolazione e di controllo del Comune di Napoli, soprattutto nel settore dei servizi pubblici locali e anche per garantire e migliorare la qualità dei servizi. La crescita, invece, delle capacità competitive e della dimensione delle nostre aziende, è assolutamente indispensabile perché, come è noto, di qui a poco ci troveremo di fronte alla messa a gara, laddove la norma lo prevede, il settore dei trasporti è un caso di specie, legislazione regionale, nazionale e europea, si dovranno mettere a gara i servizi, la Regione metterà a gara i servizi regionali, la provincia di Napoli metterà a gara i servizi provinciali, la città di Napoli, il Comune di Napoli, come prevede la legge regionale altrimenti detta anche “legge di riforma Cascetta” dovrà mettere a gara i servizi del trasporto pubblico locale. Come voi sapete a livello nazionale c’è un orientamento e del Governo e di grande maggioranza del Parlamento a non derogare rispetto a queste scadenze, il che è l’esatto contrario di altri casi di specie, lo voglio dire per l’ennesima volta in Consiglio Comunale o meglio con l’augurio di non essere equivocato. Acqua. Servizio idrico integrato, Ato 2, la linea del Comune di Napoli è di sostenere la decisione già presa dall’Ato 2 di conferire a soggetto interamente pubblico la gestione del servizio idrico integrato. Noi candidiamo la nostra azienda pubblica Arin come soggetto industriale attorno a cui costruire un soggetto pubblico più largo, ma soggetto pubblico, a cui conferire la gestione del servizio idrico integrato. Poi si vedrà, ma questo è quello che si decidiamo. Questo è l’orientamento dell’Amministrazione Comunale. Sapete che anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti abbiamo detto in questi giorni cose chiare, che voglio ribadire, non ho mai annunciato, men che meno in Conferenza stampa l’apertura ai privati del capitale di Asia, innanzitutto la sa prenda solo come una battuta, ma è del tutto evidente che i privati investono e rilevano quote di capitale sociale, cioè di società per azioni, laddove il privato ritiene che sia conveniente. Non siamo a questa fase, non l’abbiamo deciso, pensiamo che Asia, invece, che finora è stata castigata in una dimensione di mero spazzamento e conferimento, in un contesto di gestione straordinaria e commissariale dei rifiuti in Campania, abbiamo detto altre cose, la città di Napoli lavora e auspica il rientro nell’ordinarietà e il superamento dell’esperienza commissariale straordinaria, primo punto, scelta politica. Seconda scelta politica, dobbiamo dare con gli investimenti tutti gli strumenti impiantistici a Asia, Azienda pubblica 100% Comune di Napoli, dotarla di tutti gli impianti necessari per candidarsi a essere un soggetto in grado di gestire il ciclo dei rifiuti nel suo insieme, poi si vedrà. A ottobre termovalorizzatore di Acerra e si vedrà, ci saranno altre scelte da fare in città, si vedrà ma intanto azienda messa in condizione, così come in ogni città italiana, di operare per il bene della città e con come un normale soggetto di mercato. Quando dico normale soggetto di mercato significa che al pari di altre città, aziende pubbliche, possono non solo prendere lavoro e avere un rapporto solo di monofornitore con la città di Napoli, ma partecipare a gare e prendere lavori in altre città, perché altrimenti noi perpetueremmo nei fatti vecchie municipalizzate con un cordone ombellicare che lega al bilancio del Comune di Napoli, che è l’esatto contrario di quello che dobbiamo fare, anche per tutelare e rafforzare l’occupazione di quella azienda. Questo è quello che dobbiamo fare. Credo che noi possiamo anche attraverso queste due aziende, è il caso di specie che abbiamo portato all’attenzione della città, a esempio, sul versante delle opportunità energetiche, energia che si può derivare dai termovalorizzatori, piuttosto che energia che può essere prodotta da Arin, a cui, ovviamente, l’Amministrazione Comunale qui si sta lavorando d’intesa con l’Assessore Nugnes, la nostra scelta è poiché siamo fortemente interessati a conferire a Arin un profilo che rimanda all’insieme del ciclo integrato delle acque, cioè adduzione, distribuzione di acqua, depurazione e fognatura, il nostro disegno è di dare a Arin anche tutti gli impianti di depurazione della città di Napoli. Se è così è evidente che noi possiamo ragionevolmente portare avanti questo disegno industriale e lo dobbiamo fare contestualmente al rafforzamento della governance pubblica, sia del controllo comunale del Comune di Napoli e insieme a tutto ciò, come voi sapete, recuperando anche qui tempo perso in questi anni abbiamo la costituzione del società del patrimonio, che tra l’altro ci deriva da una legge, società del patrimonio 100% Comune di Napoli, qui si, lo dico subito in modo che non ci siano equivoci, che sarà per sempre 100% Colle di Napoli, come si prevede di fare, perché è la proprietà dell’asset pubblico, del patrimonio, la costituzione della società del patrimonio che cominciamo a fare dal trasporto pubblico e insieme a ciò l’integrazione in una società, lo dico avendo letto qualcosa in queste ore, che non è un’altra società che fa il Comune, noi facciamo un’altra scelta. È pensabile che funzioni trasversali, che ogni singola azienda fa per fatti suoi, superando anche l’egoismo che non ha motivo di esistere, trattandosi di aziende pubbliche, perché non mettere insieme, diciamo, in un’unica azienda sapendo che, poi, questa nuova azienda la faranno esattamente quelli che si mettono insieme, quindi non c’è il Comune che fa un’altra azienda. Fare insieme gli acquisti dei sistemi informativi, la formazione, il call center, la gestione delle paghe, cioè tutti quei servizi che opportunamente gestiti insieme, possono soltanto portare a un miglioramento sul versante dell’economia di scala e, quindi, dei costi. Infine, l’altra cosa che è un tratto distintivo del piano, noi ribadiamo che intendiamo andare avanti a sostenere gli obiettivi e gli scopi delle cosiddette società di scopo, cioè continuare a intensificare gli investimenti per valorizzare sempre di più quello straordinario e quella grande intuizione che fu la Mostra D’Oltremare, le Terme di Agnano, la nostra società di Alta Formazione e interrogarci insieme anche sulle strategie che dovranno accompagnare altre società. Non strategiche che significa? Che non rientrano negli scopi di un Comune, del Comune di Napoli, in questo caso e, sicuramente, penso che noi, in ogni caso, tutte le dimissioni, tutte le partecipazioni non strategiche e di minoranza le dobbiamo dismettere. Ho fatto l’esempio del caso di scopo, di società Autostrade Meridionali, non c’è alcun motivo per mantenere quella partecipazione, mentre ho fatto un altro esempio, diciamo per farmi comprendere, noi siamo soci, certo, di minoranza, noi e la Provincia di Napoli, i due ex enti proprietari che fecero la privatizzazione dell’aeroporto, non c’è nessun motivo per dismettere, proprio per quella che è la gestione dell’aeroporto, a parte che lì vediamo anche un po’ i dividendi, ogni anno, il che non è male, non c’è alcun motivo per dismettere quella partecipazione, perché risponde, invece, all’interesse che vogliamo continuare a avere nella gestione dello scalo napoletano. Infine, come sapete, abbiamo annunciato l’indirizzo a che tutte le nostre società predispongano i bilanci sociali e che tutte le nostre società, ben oltre quelle che già lo fanno, Metronapoli, l’Arin, ANM e non ricordo chi altro, si dotino di un codice etico. Ovviamente voi sapete che su questo terreno il nostro Paese è, spesso, in ritardo rispetto all’esperienza europea, si tratta di un grande fatto di trasparenza e di qualificazione delle aziende per evitare la discriminazione razziale, di sesso, religione, rendere trasparenti i rapporti con i clienti e i fornitori e, quindi, in questa direzione noi pensiamo che sia importante che tutte le nostre aziende si dotino del codice etico previa, ovviamente, concertazione con le organizzazioni rappresentanti delle lavoratrice e dei lavoratori e, infine, abbiamo previsto anche la costituzione di un osservatorio sulla qualità dei servizi pubblici che è altro rispetto alla funzione che spetta al Comune, al Consiglio Comunale ma per dare anche una risposta, essendone stati sollecitati, alle tante associazioni di consumatori e di utenti che su questo intenderebbero un ruolo che, secondo me, nella società contemporanea e nella società moderna, è giusto anche riconoscere esattamente ai consumatori. Queste sono, nell’insieme, le linee guida nel piano di riorganizzazione e valorizzazione e, ovviamente, avrete modo di leggerlo più nel dettaglio nei documenti alla vostra attenzione. Grazie. Al termine, il Presidente Impegno ha comunicato all’Aula il prosieguo del dibattito per lunedì 7 maggio alle ore 10.